Cari genitori, se pensate che vostro figlio mangi poco o niente sappiate che:

Ogni bambino ha le sue abitudini in fatto di alimentazione: ci sono bambini che mangiano molto, altri che mangiano poco, bambini che diventano grandi e forti e altri che restano piccoli, esili e magri.

I genitori che si preoccupano che il bambino non mangi niente, partono da un presupposto sbagliato: “sbagliato” perché, per motivi diversi e probabilmente fondati, questi genitori concentrano tutte le loro energie, le loro cure e il loro amore sul fatto che il bambino mangi abbastanza. Perciò, sebbene abbiano motivi validi per dire che il bambino mangi “poco”, tutti i genitori devono modificare al più presto il loro atteggiamento.

Questo non soltanto nell’interesse dell’alimentazione dei loro figli, ma soprattutto perché la preoccupazione costante ha un effetto dannoso sull’autostima e sulla vitalità del bambino. Ricordatevi che l’essenziale
non è quanto il bambino mangi, ma che cresca, si sviluppi normalmente e
conservi la voglia di vivere
.

Cari genitori, se pensate che vostro figlio mangi poco o niente sappiate che:

Ogni bambino ha le sue abitudini in fatto di alimentazione: ci sono bambini che mangiano molto, altri che mangiano poco, bambini che diventano grandi e forti e altri che restano piccoli, esili e magri.

I genitori che si preoccupano che il bambino non mangi niente, partono da un presupposto sbagliato: “sbagliato” perché, per motivi diversi e probabilmente fondati, questi genitori concentrano tutte le loro energie, le loro cure e il loro amore sul fatto che il bambino mangi abbastanza. Perciò, sebbene abbiano motivi validi per dire che il bambino mangi “poco”, tutti i genitori devono modificare al più presto il loro atteggiamento.

Questo non soltanto nell’interesse dell’alimentazione dei loro figli, ma soprattutto perché la preoccupazione costante ha un effetto dannoso sull’autostima e sulla vitalità del bambino. Ricordatevi che l’essenziale
non è quanto il bambino mangi, ma che cresca, si sviluppi normalmente e
conservi la voglia di vivere
.

CONTATTI

Dr Monica Cimino

tel. 340.849.22.77

indirizzo email

 Benvenuti, sono Monica Cimino, nutrizionista; all'interno di questo sito troverete informazioni riguardanti la Fisiologia della Nutrizione e i programmi di diet coaching che possiamo stabilire insieme.

La "dieta" è un concetto decisamente noioso e terrificante per chiunque di noi!

Riuscire però a CAPIRE e CONOSCERE il nostro corpo e le sane abitudini senza troppi sacrifici ci darà la possibilità di controllare al meglio il nostro metabolismo e di vivere una vita migliore.


 FAME OMEOSTATICA VERSUS FAME EDONICA

I meccanismi che regolano il comportamento alimentare, quelli che i neuropsichiatri chiamano circuiti della fame e della sazietà, sono responsabili di quando cominciamo e quando smettiamo di mangiare.

 

L’uomo primitivo capiva che doveva mangiare quando le riserve di nutrienti scendevano al di sotto di una determinata soglia: mangiava quello che trovava,  indipendentemente dalla palatabilità del cibo. Mangiando,  la presenza di nutrienti nell’apparato gastrointestinale faceva partire il segnale di sazietà che indicava quando smettere di mangiare.

 

Questo meccanismo funziona ancora in noi quelle rare volte in cui mangiamo solo per nutrirci indipendentemente dal gradimento del cibo. La prova che nasciamo con un sistema  efficiente di fame-sazietà è rappresentata dal neonato allattato al seno: lui sa quando succhiare e quando smettere fino a quando i genitori, con lo svezzamento non gli imporranno quelle rigide e vetuste regole di “finire il piatto”, stravolgendo così il sistema di controllo fame-sazietà.

 

Esiste poi un altro sistema di controllo del comportamento alimentare legato alla fame edonica che ci spinge a mangiare per la gratificazione che ne proviene. Di fronte ad un cibo estremamente desiderabile indipendentemente dall’orario e dall’effettiva necessità di nutrienti, non solo si è portati a mangiare ma non si riesce nemmeno a smettere con facilità perché non ci si sente mai sazi. La neurobiologia ci spiega che dinanzi al cibo preferito il segnale di fame resta acceso mentre quello di sazietà spento, e quindi non si riesce a riconoscere il segnale di sazietà.

 

Pertanto nella società della fretta la chiave per vivere meglio è soffermarsi a pensare quando il corpo ha effettivamente necessità di nutrienti; in questo modo, fermo restando la scelta di uno stile di vita corretto, si potrebbe evitare di intraprendere folli diete con enormi sacrifici e inevitabili e frustranti fallimenti.

Autore: Monica Cimino